PAMBIANCO BEAUTY 57 intervista a Francesca Caleri

CALERI A GENOVA È UN PUNTO DI RIFERIMENTO, FREQUENTATO DAI MILLENNIALS. PER QUESTO, PAMBIANCO BEAUTY HA FATTO VISITA ALLA STORICA PROFUMERIA DI NICCHIA, E HA INTERVISTATO LA TITOLARE FRANCESCA CALERI

“...amo la libertà e la diversità

 di Vanna Assumma

Arrivare con il treno a Genova, chiedere indicazioni per via XXV Aprile, e ottenere come risposta: “Va da Caleri?”. Colpisce, in questa risposta, il gioco di ‘associazioni’
che dipinge Profumeria Caleri 1898 come l’unica e scontata destinazione in una via del centro che in realtà è piena di negozi,
e soprattutto che innalza l’insegna a luogo ‘turistico’, quasi da visitare, un ‘place to be’. La storica profumeria di nicchia infatti
è nota per l’originalità degli ambienti e dell’assortimento, ma soprattutto per la passione verso il mondo olfattivo che anima la titolare, Francesca Caleri, che si definisce uno “spirito libero”. La rappresentante della quinta generazione di profumieri racconta
a Pambianco Beauty che l’insegna è nata con il bisnonno, “in un’epoca di dame e maggiordomi, in cui le clienti si muovevano solo con l’autista”. Caleri, forte di questa tradizione, è parimenti orgogliosa di essere riuscita a costruire una ‘destination’ moderna, che piace alle Millennials, fino a diventare un punto di riferimento per Genova, con quattro negozi diversi tra loro.

 

Partiamo dai negozi. Come si caratterizzano?

Nel 2003 ho rilevato il più antico centro estetico di Genova, dove ho allestito la spa Decorté.
Si tratta di un centro con un posizionamento particolare, dove vengono venduti solo i brand Decorté e Ortigia. Poi, 3 anni fa, ho stretto una partnership con Olfattorio e abbiamo aperto in via Roma la profumeria Olfattorio by Caleri, che ospita i brand del distributore, tra cui Diptyque, Byredo, Penhaligon’s, L’Artisan Parfumeur, e altri. Ho anche una piccola profumeria ad Alassio, con una clientela diversa da quella della mia boutique principale, che è appunto in via XXV Aprile a Genova.

Mi racconti allora di questa boutique e di come è diventata un punto di riferimento
È una profumeria di ricerca, dove faccio molto scouting e introduco costantemente nuovi brand cosmetici, cui si aggiungono piante, bijoux e accessori, a seconda delle stagioni e delle scelte estetiche. Ciò che mi rende più orgogliosa è essere diventata un punto di riferimento per Genova, una città che non è una città, perché è piccola e

si sta spegnendo, abitata soprattutto da anziani e con tanti negozi che abbassano le saracinesche. Lo scorso giugno, infatti, ha chiuso la boutique Gucci proprio di fianco a noi. La mia insegna, invece, non solo resiste, ma è frequentata da giovani che vengono da tutta la Liguria, e anche da Milano o da Verona. Penso che il successo sia legato anche al fatto che io amo la libertà e la diversità, quindi scelgo proposte insolite, semplicemente perché mi piacciono, non per logiche commerciali. Per me, questa attività non è imprenditoria, è amore.

Qual è il prodotto più venduto?

A livello di brand, Montale, Frédéric Malle e Creed.

Ha intenzione di introdurre nuovi brand?

Sì, un bellissimo marchio parigino, Astier de la Villatte, che propone oggetti in ceramica come portacandele, portaincensi e fragranze stile ‘vecchia colonia francese’. Entro l’estate, introdurrò anche una linea di beauty ‘clean’.

Qual è il cliente ideale?

Una persona, uomo o donna, che ama conoscere, curiosa di sperimentare il nuovo, poco tradizionalista. Da noi arrivano molti calciatori, perché sanno che faccio ricerca, e così possono differenziarsi.

Cosa fate nel web e sui social?

Sottolineo che un tempo ero un’anti-social, ma purtroppo mi sono dovuta adattare. Oggi abbiamo una persona che si occupa del digital e segue i nostri accout Facebook e Instagram. Da 4 mesi, abbiamo aperto l’e-commerce, che però necessita di un’idea innovativa. Vorrei cioè trovare il modo di declinare su internet l’abbraccio che dò alle mie clienti sul punto vendita.

Un sogno nel cassetto?

Ho già registrato un marchio di proprietà, composto da
5 fragranze, ma manca qualcosa, non è ancora ‘nostro’, non ci rappresenta. Sogno infatti di avere una linea all’altezza della nostra clientela. E poi ho un secondo sogno: aprire uno store a Londra, città diversa dal resto del mondo per stile, educazione, avanguardia.

Febbraio/Marzo 2020 PAMBIANCO BEAUTY 57

Lascia un commento

I commenti dovranno essere approvati prima di essere pubblicati